Il burattino Assange rimasto senza fata

Voleva farla grossa, grossissima, ma ha finito per chiedere asilo politico all’Ecuador. Julian Paul Assange, 41 anni tra pochi giorni,  ha rubato da hacker senza pari quale è i segreti militari e governativi del globo pubblicandoli poi sul sito di Wikileaks. Ha detto di aver abitato ovunque, solo da ragazzino aveva cambiato 37 scuole e altrettante città, ha detto di aver soggiornato a lungo negli aeroporti, da amici, ovunque potesse raccogliere volontari per il sito che non ha fondato, tiene sempre a precisare, ma che dirige, e scovare notizie hackerate da buttarci sopra.
21 GIU 12
Ultimo aggiornamento: 02:17 | 18 AGO 20
Immagine di Il burattino Assange rimasto senza fata
Voleva farla grossa, grossissima, ma ha finito per chiedere asilo politico all’Ecuador. Julian Paul Assange, 41 anni tra pochi giorni, ha rubato da hacker senza pari quale è i segreti militari e governativi del globo pubblicandoli poi sul sito di Wikileaks. Ha detto di aver abitato ovunque, solo da ragazzino aveva cambiato 37 scuole e altrettante città, ha detto di aver soggiornato a lungo negli aeroporti, da amici, ovunque potesse raccogliere volontari per il sito che non ha fondato, tiene sempre a precisare, ma che dirige, e scovare notizie hackerate da buttarci sopra. Come Pinocchio nella pancia della balena ora è rinchiuso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Se esce, lo arrestano per estradarlo, a scelta, negli Stati Uniti (pubblicazione di segreti militari) o in Svezia (stupro). L’ha combinata grossa. Hackerare il Pentagono e stuprare una donna non è come seppellire quattro monete d’oro in un prato aiutati da un gatto e una volpe, non esistono fate turchine per questo, che ti sistemino il naso lungo delle bugie con l’aiuto di mille picchi. Assange ha allora chiesto asilo al presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, che ha detto di dover valutare la richiesta “di un perseguitato politico” ascoltando anche le ragioni dei governi inglese, americano e svedese.
Assange è come il bambino che è sempre stato, si arrabbiava per le ingiustizie e scriveva software per rendere il mondo più abitabile, in nome di un giornalismo “trasparente” e “scientifico”, cioè a prova di confutazione. Nel frattempo è stato accusato di aver stuprato non una ma due donne, in quella nordica Svezia dove con le donne si scherza poco, e continua a difendersi con la sua versione: “Ragazze consenzienti”. Assange aveva intervistato il presidente dell’Ecuador per il suo programma televisivo “The world tomorrow”, con grazioso e reciproco divertimento di intervistatore e intervistato. Correa in quel video dichiara solare e ridendo: “Nel mio paese diversifichiamo gli investimenti stranieri. Non solo Cina, anche Russia e Brasile”. Un paese dei balocchi ideale, trasparentissimo, per un burattino di carne che cerca un piccolo buco nel mondo dove restare nascosto e pubblicare leaks, senza fate.